martedì 22 giugno 2010

Uzeda. A noise band.




Gli Uzeda di Catania (Giovanna Cacciola, Voce; Raffaele Gulisano, Basso; Davide Oliveri, Batteria; Giovanni Nicosia, Chitarre; Agostino Tilotta, Chitarre) , come formazione, sono nati nel 1987. Dopo diversi concerti fatti in Italia nel 1991 firmano il loro primo contratto discografico con l’etichetta Romana A.V. arts, per la quale incideranno due dischi: Out of colours (1991) e Waters (1993) .

"Out of colours" prodotto dagli stessi Uzeda con l’apporto ,al missaggio, di Kenny Mc Donald è un disco più che accettabile. Con un sound di facile impatto, gli Uzeda, riescono a distillare i suoni e rumori "assimilati" negli anni 80 in un loro sound.






Infatti fin dalla prima traccia Hallucinated Games, ch’è pure video trailer del disco, si possono avvertire le influenze post punk e new wave che fanno da mainstream in tutto il disco, armonizzate da buone perizie chitarristiche. Tra le tracce del disco da segnalare : Goddam Thoughts e Little Bird dove la voce di Giovanna Cacciola ricorda Siousie Siouxsie , in specialmodo nell’inciso di questi 2 brani . Invece nel brano happy birthday si ha una sorta menage a tre: Bjork, Bauhaus e Sonic youth



Tra il primo è secondo disco la loro creatività sarà segnata dall’ incontro con il chitarrista degli Shellac, nonché già chitarrista dei leggendari Big Black e Rapeman, Steve Albini che andrà a produrre il loro secondo lavoro "Waters" : E’ un disco contemporaneo al periodo, dove la musica stava avendo un mutazione genetica con le sperimentazioni sonore tipo sonic youth. La creatività di Giovanna Cacciola e compagni riesce a materializzarsi in maniera più chiara, riuscendo a focalizzare il fine delle loro composizioni, le ricche pennellate sonore riescono a fare immergere l’ascoltatore in un sound itinerante spezzato, ogni tanto, da un jazz-core minimale, zampino Albiniano, che non guasta il tutto. La traccia numero 2, Needle House, è una ninna nanna psichedellica completata nel finale da una pioggia di suoni chitarristici. My getting older , It happened there e Roaming words sono i brani che sublimano la raccolta, dove la voce della vocalist ha una ammaliante cantilena onirica circondata dai riff delle sferzanti chitarre viaggianti dei due chitarristi del gruppo, vicine alla scuola Moore/Ranaldo .

Nell’autunno del 1994 viene licenziata per l’etichetta STRANGE FRUIT la Peel Session degli Uzeda , registrata negli studi Londinesi della BBC nel programma di Jhon Peel, vera e propria icona vivente del giornalismo musicale. Giovanna e compagni sono gli unici artisti Italiani , assieme alla Pfm, a partecipare al programma The john Peel Session; gli unici Italiani in assoluto ad essere invitati 2 volte al programma e ad incidere un disco (che racchiude 3 brani tratti da waters + 3 inediti) della performance alla corte di John Peel.

Nel Febbraio del 1995, per incompatibilità creative, Giovanni Nicosia lascia la Band. Da questo momento la loro musica sarà più ruvida e maggiormente vicina al sound di Chicago. Nello stesso anno, dopo vari "problemi economici", esce per L’etichetta touch and go il 12 pollici "4", bandiera del nuovo suono targato Uzeda, interamente registrato a Parigi dallo stesso Albini.

Il nuovo sound si sprigiona in maniera prorompente sin dalla prima traccia, Surrended: brano caratterizzato da pause intermittenti con un sincronismo esasperato in un caos sonoro travolgente. Nel secondo brano Sleep deeper: un basso che pulsa è la prima cosa che salta alle orecchie, questa pulsazione è l’anima del brano che si assimila alle dissonanze vocali, chitarristiche e ritmiche. La terza traccia, Right seeds, è un loop ossessivo di orgie sonore in continuo mutamento. Higher than me chiude il progetto,dove si sente un basso che ricorda la 4 corde di Les Claypool, Primus.

Nel 1998 viene licenziato dalla touch & go l’album epilogo del gruppo, "Different section of wires". La mutazione artistica è completata, il post punk , la new wave degli anni 80 sono solamente un remoto ricordo. "Different section of wires" è costituito da otto tracce completamnete impregnate del sound rumoristico di chicago, che gli uzeda hanno saputo reinterpretare a regola d’arte: la seconda traccia, Stomp, inizia con un loop ritmico elementare, ma si evolve con alternanze di note distorte di una chitarra predominante su tutto fino ad arrivare ad un duetto voce e chitarra che sublima la traccia; il terzo brano, Steel man , secondo me il più rappresentativo del disco, inizia con un sound a nervi scoperti, martellato da una batteria strepitosa , da un riff continuo e mutante di chittarra che avviluppa il tutto . Da prendere in considerazion pure la traccia Suaviter , una sorta jam session jazz-core con chitarre convulse e con intro ritmico fantastico; Female, invece, inzia con uno strappo sonoro provocato da una chitarra cacofonica , per concludersi con perizie tecniche e l’estro che hanno distinto La Band Catanese.



Nel 2006, sempre per la Touch & Go, esce "Stella": minimale, percussivo. Un disco etereo che conferma la vocazione degli Uzeda ai suoni dissonanti, Jazz-core. Giovanna Cacciola con la sua voce straziante contribuisce alla tessitura sonora dettata dalle pennellate chitarristiche, quasi “cacofoniche”, di Tilotta e dalle continue “false cadenze” del basso di Raffaele Gulisano e della batteria di Davide Oliveri

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